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Intervista a Stracquadaneo founder di i2m factory

i2M Factory - 7 ottobre 2014

Giovanni Stracquadaneo è uno degli ambassador di The New Winning Generation. Laureato in International Legal Affairs presso la Link Campus University, esperto in relazioni pubbliche e nuovi media, è appassionato di nuovetecnologie, social business, e startup innovative. Inoltre, è consulente per lo sviluppo di strategie di posizionamento sul mercato digitale e l’internazionalizzazione.

Giovanni ha creato nel giro di pochi anni diverse startup e imprese di successo. Dal 2010 è CEO e founder della GSGroup IDEA srl, società di consulenza nell’ambito delle relazioni pubbliche e della comunicazione. Dal 2012, con il marchio i2M Factory fornisce servizi di web agency, ovvero marketing digitale, sviluppo web e app mobile. Infine, nel 2013 ha dato vita alla startup OpenMag, che si inserisce in un mercato in crisi, quello dell’editoria. Ma, per il momento, il progetto di Giovanni Stracquadaneo ha i numeri dalla sua.

Ecco la nostra intervista a Giovanni.

Qual è stata la tua esperienza in Link Campus University?
La Link Campus University è stata la mia casa per 5 anni. Mi ha formato come professionista e mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con l’estero, trascorrendo un periodo formativo sia a Malta che a Londra.

Gli studi universitari ti hanno aiutato nella tua carriera professionale?
L’università è stata la palestra per le sfide che sto affrontando oggi. Alla Link Campus University mi sono messo alla prova con le prime esperienze associazionistiche e di rappresentanza studentesca, nell’organizzazione di seminari e iniziative. Esperienze che mi hanno permesso di stringere rapporti che si sono rivelati importanti anche dopo la carriera universitaria. Oggi, infatti, continuo a essere in contatto con la Link Campus University, grazie a un continuo confronto con i miei ex docenti sullo sviluppo dei miei nuovi progetti.

Da dove sono nati i tuoi progetti attuali?
Dalla mia formazione e dalla mia indole. La prima esperienza lavorativa è stata a Londra, dove ho svolto nell’estate del mio terzo anno di corso uno stage presso il legal office di una società manifatturiera del tabacco. Ma è stata la seconda esperienza a cambiarmi la vita. Prima della laurea magistrale ho lavorato presso il policy office della multinazionale Weber Shandwick. Da qui ho compreso che la mia indole era quella di fare l’imprenditore. A spingermi a realizzare i miei progetti, infatti, è stata prima di tutto la sicurezza in me stesso. Una qualità conquistata grazie all’ “allenamento” a cui mi ha sottoposto la Link Campus University, soprattutto nell’analisi e nell’approccio alla risoluzione dei problemi.

Idee, tenacia, professionalità o creatività. Quale elemento serve di più per essere vincenti?
L’unico modo per affrontare le sfide, come diceva il sociologo Edgar Morin, è avere una “testa ben fatta piuttosto che una testa ben piena”. Non ci sono elementi predominanti per essere vincenti. Oggi è vincente solo chi sa analizzare la realtà, ne comprende il senso, riesce a interpretarle e, soprattutto, riesce a governare la complessità. Il sapere è essenziale, le idee sono essenziali, la creatività è essenziale, come anche la professionalità, ma se non sei in grado di collegare i saperi, organizzandoli e dandogli un ordinamento, sarà tutto inutile.

Quale altro elemento aggiungeresti?
Aggiungerei un ulteriore elemento: la cooperazione. Io non riuscirei a lottare per il successo, se non avessi una squadra alle mie spalle. Siamo assuefatti dalla parola “team”, difatti il vero “team” non sono i professionisti che sulla carta hanno competenze e capacità, ma il team è una squadra di persone che condivide una visione e una missione. Persone che si fidano l’uno dell’altro, che non condividono un ufficio, ma uno stile di vita. Persone che sappiano affrontare con il sorriso le vittorie, così come le sconfitte. La chiave del successo è saper costruire una squadra affiatata e piena di talento.

Quale può essere il potenziale di The New Winning Generation?
Il potenziale di un progetto come TNWG è il network. Oggi senza rete, collaborazione, cooperazione e integrazione dei saperi, non si potranno sviluppare progetti vincenti e all’avanguardia.

Come vorresti che si sviluppasse The New Winning Generation?
TNWG è un progetto che può esprimere il suo potenziale solamente se non rimane “sulla carta”, o meglio sul web. La sfida della modernità è quella della “immersività”, ovvero gli utenti devono essere coinvolti nella realtà digitale, ma questo non significa essere alienati dalla vita reale. Il web, i dispositivi mobili, i prossimi accessori wearable, sono tutti strumenti e come tali devono essere utilizzati. Devono facilitare la vita. Il futuro di un progetto come TNWG lo vedo inserito nella vita reale, con uomini in carne e ossa che si scambiano consigli, opinioni, conoscenze, amicizie.

In una frase, quale deve essere lo spirito di una nuova generazione vincente?
Sono cresciuto con un brocardo latino: estote parati semper, ovvero siate sempre pronti. Racchiude l’essenza del mio agire quotidiano, e dovrebbe essere lo spirito che guida questa nostra nuova generazione di vincenti, che non venga abbagliata dal facile successo o dalla moda del momento, ma sappia sempre comprendere il presente per essere pronta al futuro.

fonte:  www.winningeneration.it