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La pubblicità e la “non innovazione” minimalista

Alberto Tuccimei - 23 gennaio 2015

I nuovi-vecchi canoni dell’advertising che punta al no-logo come segno di riconoscimento per la propria marca

fonte: www.openmag.it

Per molti anni le aziende hanno puntato sul vendere il proprio marchio piuttosto che i propri prodotti. Un esempio ne è la Nike, la quale non vende scarpe da ginnastica e abbigliamento sportivo, ma uno stile di vita. Il loro motto “Just do it” sprona i propri consumatori a dare il meglio di sé in tutte le vicende della loro vita e lo storico baffo della marca viene riconosciuto sempre, a prescindere dalle pubblicità costruite intorno ad essa. Un altro esempio è la Apple, infatti da sempre la famosa mela contiene al suo interno tutti i valori che l’azienda vuole trasmettere, senza bisogno di spiegazioni. Il loro compratore vuole tramite gli oggetti consumati rappresentarsi come un innovatore, una persona sicura di sé, non si acquista una tecnologia, ma uno status symbol. Proprio per questo nelle varie pubblicità che Apple ha creato molto spesso soltanto alla fine appare il famoso logo che la caratterizza, lasciando alle emozioni e alle funzionalità svolte dai suoi prodotti spiegare la storia e farla sempre ricondurre alla marca, perché si deve dare per scontato che il meglio sul mercato sarà sempre e solo riferito ad Apple, come indica il suo claim, “Think different”.

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McDonald’s ha lanciato da poco tempo una campagna che vuole andare oltre la concezione di vendere un logo, il consumatore affezionato saprà riconoscere sempre e comunque i suoi prodotti top, anche se non vi è nessun richiamo all’interno della pubblicità.

L’azienda americana ha voluto puntare proprio su questa concezione minimalista, presentando sui cartelloni, ma anche su dei video creati sullo stesso stile, soltanto i suoi 6 prodotti di punta, Big Mac, Cheeseburger, Sundae, patatine, Chicken McNuggets e Filet-O-Fish: i cosiddetti iconici dell’azienda, che non hanno bisogno di essere presentati da un logo, la loro semplice vista richiama nei consumatori la marca stessa. McDonald’s vuole puntare più sui prodotti che sul messaggio o slogan, ma anche sulla tecnologia e l’importanza dell’innovazione nella pubblicità, per cercare di essere sempre al passo con i tempi, in un periodo dove riuscire a rimanere impressi nella mente dei consumatori è difficile. Per questo collegata alla sua campagna iconica vi è anche una applicazione creata dall’azienda e disponibile su App Store e Google Play, che permette di sintetizzare i suoni e creare delle vere e proprie tracce musicali, ma per fare questo non si sceglieranno le note, ma i loro prodotti. Ma la vera rivoluzione è data dal fatto di collegare questa applicazione con la campagna di affissione, infatti soltanto collezionando le foto dei vari prodotti in giro per il mondo si potranno aggiungere note e comporre nuovi pezzi. Integrare le nuove tecnologie con una pubblicità iconica, è questa la novità su cui punta McDonald’s.

La pubblicità iconica e minimalista di certo non è una novità, si possono ritrovare molti esempi già nel 2009, quando Absolut Vodka propone sul mercato il suo prodotto senza etichetta (Absolut no-label), perché l’aspetto esteriore deve essere messo in secondo piano rispetto a quello che c’è dentro. Questa concezione è rimasta poi successivamente in tutte le campagne pubblicitarie della famosa marca di vodka, che anche se ha rintrodotto l’etichetta, ha voluto sempre modificare la bottiglia creando delle opere d’arte o utilizzando oggetti di vita comune che se guardati bene richiamano alla forma della bottiglia del prodotto.

La rivoluzione più grande però si ha con l’ingresso dell’advertising nelle campagne politiche attraverso l’utilizzo della forma iconica, un esempio è nel 2008 la candidatura di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti. In questa occasione è stata creata una vera e propria campagna sulla sua persona come se fosse un brand, la famosa immagine di Obama in formato pop non ha bisogno di spiegazioni, ma da sola rappresenta tutti gli ideali, i valori e lo slogan che si volevano rappresentare.

McDonald’s non ha quindi inventato nulla di nuovo, ma ha saputo dare creatività all’uso dell’advertising iconico. Ha collegato la campagna ad una applicazione, unendo cosi le nuove tecnologie alle classiche e conosciute pratiche della pubblicità tradizionale, e pur non utilizzando il suo logo e il colore rosso che lo caratterizza da leader nel suo settore è  riuscito a creare clamore e a dare visibilità alla propria campagna.

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