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Social Media, lavoro e nuove figure professionali

i2M Factory - 5 marzo 2015

I social media hanno modificato radicalmente la nostra vita e le logiche dell’ambiente lavorativo, portando alla creazione di nuove figure professionali

L’uso sempre maggiore dei social media ha reso sottile la linea che divide la professionalità dalla personalità. L’identità web corrisponde sempre più alla nostra identità pubblica, professionale, personale e sociale. Siamo ciò che pubblichiamo, siamo ciò che Facebook e Twitter, o Instagram, mostrano di noi attraverso i nostri post e i nostri contenuti.

Questo importante fattore porta delle significative novità nel mondo del lavoro, e non solo.

Il comportamento nei social media influenza il comportamento delle persone offline. Ci si apre sul proprio profilo, ci si sente al sicuro a condividere informazioni private, rese note in una ristretta, o ampia, cerchia di amici, senza rendersi conto di cosa veramente si stia condividendo e quali siano le conseguenze e le implicazioni di tali azioni.

Nell’ ambito lavorativo, soprattutto, i social media hanno cambiato quanto noi stessi conosciamo dei nostri colleghi e dell’ organizzazione per cui lavoriamo, o iniziamo a lavorare. Abbiamo tutti più informazioni di quante ne possiamo comprendere veramente. I possibili datori di lavoro, o il datore di lavoro, attraverso un semplice click può capire parti della nostra personalità, il livello della nostra professionalità, punti di vista in determinate questioni o modi di essere che aiutano a capire, per esempio, se assumere un soggetto o meno. Vice versa, il soggetto può ottenere molte informazioni per l’impresa a cui è interessato attraverso un’analisi attenta del profilo social di quest’ultima, dal fatto che abbia o meno un profilo, in quale piattaforma e da come venga gestito.

I pro e i contro dei Social Media in ambito lavorativo.

Una recente inchiesta di Career Builder rileva che un datore di lavoro su cinque usa i siti di social networking per la ricerca dei candidati, ecco una classificazione con i dati.

I Contro dei Social Media

 Circa un terzo (il 34%) dei selezionatori che hanno cercato candidati tramite i profili disponibili sui social media, afferma che i contenuti trovati hanno portato a escludere il candidato dal percorso di selezione. Tra i principali motivi di preoccupazione che hanno portato i selezionatori a scartare candidati non adeguati figurano i seguenti:

  • il candidato ammetteva di fare uso di alcool o di droghe (41%)

  • il candidato aveva pubblicato foto o informazioni provocatorie o inopportune(40%)

  • il candidato presentava scarse capacità di comunicazione (29%)

  • il candidato parlava male dell’azienda per cui aveva lavorato o dei vecchi colleghi di lavoro (28%)

  • il candidato aveva mentito riguardo alle proprie qualifiche (27%)

  • il candidato esprimeva commenti discriminatori riguardo a razza, sesso, religione, ecc. (22%)

  • il nome utente utilizzato dal candidato non era professionale (22%)

  • il candidato condivideva informazioni confidenziali sui precedenti datori di lavoro (19%)

I Pro dei Social Media

 Il 24% dei responsabili delle assunzioni che hanno cercato i candidati sui siti di social networking dichiara di aver trovato contenuti tali da confermare la propria decisione di assumere un particolare candidato. Tra i fattori principali che influenzano le decisioni di assunzione, troviamo i seguenti:

  • le qualifiche del candidato lo rendevano adatto al lavoro (48%)

  • il candidato presentava ottime doti comunicative (43%)

  • il candidato si adattava perfettamente alla cultura dell’azienda (40%)

  • il sito del candidato comunicava un’immagine professionale (36%)

  • altri utenti pubblicavano referenze positive sul candidato (31%)

  • il candidato mostrava un’ampia gamma di interessi (30%)

  • il candidato aveva ricevuto diversi premi e riconoscimenti (29%)

  • il profilo del candidato era creativo (24%)

Nuove figure professionali grazie ai Social Media

 Per un’impresa, o una attività professionale, oggi, è fondamentale la presenza sul web e soprattutto sui social media. Stare dove stanno i consumatori e l’opinione pubblica è indispensabile alla creazione di un rapporto col cliente target, alla reputazione on line o offline che l’impresa vuole creare, allo sviluppo di un rapporto di fiducia con il consumatore, che in rete è attivo e importante. Il passa parola, il brusio della rete, il consiglio attraverso recensioni e commenti sui vali portali è una realtà alla quale le imprese non possono sottrarsi, e che devono essere in grado di gestire al meglio.

Si vengono a creare, così, nuove figure professionali che possano investigare questo nuovo mondo e il suo continuo sviluppo, che aiutino a capire l’importanza che i social media rivestono nella quotidianità, non solo per i singoli soggetti ma anche per le imprese, che possono trasformare il proprio profilo in punto di forza se gestito al meglio, o di debolezza se gestito male.

Per fare un esempio, il 7 Aprile 2011 nel profilo del marchio Patrizia Pepe, viene lanciata anche, attraverso i social media, la nuova immagine promozionale della collezione con il noto slogan “Where is Patrizia?”. La modella nella foto viene considerata dal popolo web anoressica, e i commenti che si liberano sul profilo sono accusatori e polemici. Una pessima figura, online e offline, soprattutto perché il coordinatore e gestore del profilo social, inondato dai commenti, non riesce a estraniarsi dalla polemica e risponde, come profilo Patrizia Pepe, di getto, con toni poco carini.

Un errore doppio quindi, la foto della modella anoressica, o comunque magrissima, sul social network che fa infuriare il popolo web, e la pessima gestione della situazione di crisi da parte dell’operatore, che di lì a qualche settimana verrà licenziato.

Sembra chiaro, ormai, che la gestione di un profilo social (di qualsiasi social media si tratti) in modo professionale e consapevole è indispensabile, come abbiamo visto, sia a livello personale, per cercare e trovare lavoro, sia a livello aziendale e professionale: è necessaria la creazione di figure competenti nel settore, di consulenti professionalmente capaci e sempre più richiesti nel panorama lavorativo e imprenditoriale mondiale.

Negli ultimi anni queste nuove professioni si stanno facendo sempre più spazio, ottenendo riconoscimenti e contribuendo a stare al passo con la costante evoluzione del mondo social(e) online e offline.