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The State of the News Media 2015

i2M Factory - 13 maggio 2015

The State of the News Media 2015 è la ricerca annuale condotta dal Pew Research Center sullo stato, sul progresso e sull’uso dei Nuovi Media

The State of the News Media è un lavoro esemplare ed utile. Attraverso i dati raccolti nel tempo, prova a dimostrare, e prevedere, che la continua rivalità tra carta stampata e mondo digitale potrebbe giungere ad una vittoria definitiva: quella del digitale.

Da oltre 10 anni il centro di ricerca Pew accumula dati su dati, aggiornando costantemente lo stato della guerra fredda tra il classico e il moderno, tra il mondo dei libri e dei giornali cartacei e quello del rapido, frenetico e superficiale, se si vuol considerare tale, mondo del web. Stiamo parlando di una ricerca geolocalizzata, limitata al mondo americano.
Il macro cosmo dell’editoria classica non è riuscito, e non riesce, ad adattarsi e aprirsi al mondo del web: il nuovo paradigma dell’editoria è quello della lettura rapida, delle informazioni su tablet o smartphone, delle centinaia di migliaia di blog o siti che permettono di accedere gratuitamente a informazioni veloci, spesso superficiali e poco approfondite. Nella vita frenetica del cittadino moderno non c’è posto per letture di approfondimento, ci si accontenta del minimo indispensabile.

 

Sono i numeri a confermare tali affermazioni: secondo la ricerca The State of the News Media, la maggior parte dei lettori intervistati preferisce informarsi sul proprio smartphone. Seguendo questa tendenza, il mercato si adegua: gli investimenti pubblicitari si spostano sempre più sui dispositivi mobili: oggi quasi il 40% del totale investimenti è in Digital Advertising.
La stampa, le news, hanno proliferato sul web, permettendo anche al cittadino comune di inserirsi nel flusso: sul web tutto è possibile, chiunque può scrivere ciò che vuole. La differenza sta nell’affidabilità, nelle fonti, nella professionalità insita nel voler informare i cittadini del mondo. Spesso, però, è difficile distinguere i volenterosi informatori dagli affabulatori di falsità.
Se lo spostamento della stampa, delle news, dal mondo offline a quello online è un trend ormai confermato, secondo i dati The State of News Media,  il dato interessante è quello che riguarda la crescita del tasso di accesso alle informazioni attraverso i social network, i veri nuovi player della contemporaneità.

The State of the News Media, crisi dell’editoria e colossi del web:

L’editoria tradizionale non investe nel mercato digitale, non amplia o modifica il proprio modello di business per andare incontro alle nuove tendenze: i ricavi provenienti da investimenti pubblicitari sono invariati dal 2007, e rappresentano meno del 20% del totale.
I maggiori beneficiari della rivoluzione digitale sono i colossi del web: oltre il 50% del fatturato della spesa pubblicitaria formato display è nelle mani, anzi, nelle tastiere, di Facebook, Google, Microsoft, Yahoo e AOL, i 5 maggiori player. Facebook, ad oggi, rappresenta da solo quasi un quarto del totale degli investimenti pubblicitari: la sua posizione è dominante rispetto ai compagni del team colossi web: sugli investimenti pubblicitari la quota incassata da Facebook è raddoppiata negli ultimi due anni, e promette miglioramenti.

 

The State of the News Media, capacità camaleontiche della radio online e banner:

Il consumo della radio on line è raddoppiato rispetto al 2010, il successo dei podcast è sempre maggiore: gli americani che ne ascoltano almeno uno al mese sono passati dal 9% nel 2008 al 17% nel 2014. La radio è semplice, economica, piacevole, portatile. Il mondo del web ha aperto un nuovo universo alla musica e ai canali per poterla ascoltare ovunque: le trasmissioni live sono possibili a tutti coloro che abbiano un personal computer, un microfono e una connessione internet. Viene definita camaleontica perché in grado di adattarsi perfettamente ad ogni condizione e ad ogni epoca, aderendo perfettamente al contesto ed entrando a far parte a tutti gli effetti della vita dei cittadini, modellandosi e modificandosi ogni qual volta le circostanze lo richiedano.
La radio non è l’unico mezzo “tradizionale” a risentire positivamente dei nuovi paradigmi digitali: i banner pubblicitari, che molti credevano ormai in disuso, sono il formato con il quale viene generata la maggior quota di ricavi da pubblicità display.
Senza parlare dei video, in continua crescita, dal continuo successo.

Secondo la ricerca The State of the News Media 2015, l’ informazione si evolve ancora: non è più soltanto digitale, adesso è mobile. I Social Network, le applicazioni, rendono l’accesso alle informazioni possibile in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. Appena si ha un minuto libero, sul tram o sul bus, mentre si aspetta in coda alle Poste, si può accedere a qualsivoglia informazione, semplicemente attraverso un click, dal proprio cellulare. I dati della ricerca mostrano, però, che il tempo di sosta sulla pagina di un sito di informazione è maggiore se l’accesso viene effettuato dal computer, mentre è molto breve se effettuato da smartphone e tablet. Chi vuole approfondire le notizie, ha bisogno di più tempo: spesso questo è legato alla dimensione domestica, o all’acquisto di quotidiani cartacei.

Nel mondo dell’editoria si dice che oramai la competizione con il mondo web sia impossibile da battere in quanto rapidità di diffusione di notizie, quindi meglio definirsi in base all‘ approfondimento e alla qualità dell’informazione.

Una famosa teoria, nota come teoria delle transizioni, afferma che nessun media, nessun mezzo di comunicazione, rimpiazza mai quello precedente. L’evoluzione avviene, la crescita tecnologica invade e pervade le nostre vite, ma la convivenza può avvenire in modo pacifico, proprio perché le persone sono diverse. Per quanto comodità e moda del momento incidano sugli usi, i costumi, e i consumi del cittadino medio del villaggio globale, gli amanti della carta stampata, i lettori dei libri cartacei, non permetteranno mai che la tecnologia rimpiazzi la letteratura, quella originale.
Non si parla di vittoria o sconfitta, non si parla di scontro o guerra: si parla di convivenza pacifica.

La ricerca The State of the News Media è utile, ci permette di capire maggiormente come si evolve il mercato del digitale e come si sviluppino gli usi della popolazione a riguardo, ma non può certo indicare, né prevedere, la fine di quel macro- micro cosmo che è il cartaceo.