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#150story, lo storytwitting de “la Rinascente”

i2M Factory - 4 giugno 2015

La Rinascente sceglie di festeggiare i suoi 150 anni insieme ai cinguettanti “nettadini” del microblogging più famoso del mondo: Twitter. Lo fa raccontando una bellissima storia, composta da 150 capitoli, 140 caratteri l’uno, che si susseguono in un mare di ricordi postati sulla bacheca da utenti e staff

Sono 150 le candeline per il compleanno de “la Rinascente”, ma questo compleanno è stato pensato in maniera innovativa, tecnologica, nuova, coinvolgente, diversa. È uno storytelling particolare, originale, quello pianificato e realizzato nel profilo ufficiale.

Al posto di una torta e 150 candeline, il profilo twitter “la Rinascente” pubblicherà nella giornata di oggi, 4 giugno 2015, 150 tweet per 150 momenti storici che vedono protagonista il brand. Sono tantissimi i momenti ricordati con affetto dagli users, che si uniscono con l’hashtag #150story ai tweet ufficiali per la ricorrenza. L’hashtag #150story è già tendenza, sponsorizzata su Twitter.

I momenti presi in esame dalla campagna storytwitting marketing #150story sono diversi e interessanti, proviamo a ricostruire tweet dopo tweet la storia de “la Rinascente”.

#150story, la storia attraverso i tweet:

È il 4 giugno 1865 quando i fratelli Bocconi aprono la bottega che un giorno sarebbe diventata “la Rinascente”, a Milano, in via Santa Radegonda. Ferdinando Bocconi, proprio in quell’anno, fu il primo a far produrre e vendere abiti già confezionati. Nel 1889 i Bocconi fanno costruire un palazzo in piazza Duomo, vi spostano l’attività e creano il primo department store (grande magazzino) d’ Italia. Nasce così un nuovo modo di fare shopping. La Rinascente pare essere, infatti, il primo store ad esporre i prodotti sugli scaffali e renderli visibili dalle vetrine, secondo i tweet #150story. Nel 1917, i grandi magazzini Bocconi vengono venduti all’industriale Senatore Borletti, che darà loro nuova vita. Il Senatore Borletti chiede al poeta Gabriele D’Annunzio di trovare un nome per i grandi magazzini, ed è così, con una grande firma italiana, che nasce “la Rinascente”: un nome, nato dalla poesia, per 5000 lire, nel tweet #150story si legge anche la lettera. Negli anni ’20, la Rinascente a Milano ospita un ufficio postale, una banca, un parrucchiere per lui e per lei e una sala da tè con orchestra. Dagli anni ’20 ai ’50 i designer Marcello Dudovich, Bruno Munari, Max Huber, Albe Steiner, Lora Lamm hanno lavorato per lo store. Nel lasso di tempo 1924-1926 il poeta Salvatore Quasimodo lavora in un ufficio amministrativo “la Rinascente”. Vincerà il Nobel nel 1959. Sempre negli anni ’20 Giò Ponti progetta mobili per “la Rinascente” con l’obiettivo di rendere più accessibile al pubblico l’arredamento di qualità. Negli anni ’30, Dudovich disegna, illustra e rappresenta l’ideale di donna per “la Rinascente”, raffigura donne che evocano un assoluto di eleganza e femminilità. Nel 1954 viene istituito il premio Compasso D’oro, uno tra i più ambiti dai designer ancora oggi. Nel 1957 è a “la Rinascente” che Giorgio Armani inizia la sua carriera. Nella notte del 16 agosto 1943 il palazzo viene distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e il 4 dicembre 1950 viene riaperta, ricostruita dall’architetto Ferdinando Reggiori. Degna del nome scelto per lei, rinasce. Negli anni ’50 e ’60 la Rinascente promuove l’evoluzione sociale, vendendo per prima prodotti moderni come il frigorifero.

Questi erano alcuni dei tweet che stanno ripercorrendo la storia dei 150 anni de “la Rinascente” con l’hashtag #150story, ma ci sono anche i tweet degli utenti che contribuiscono con le loro battute ad arricchire il patrimonio storico, il patrimonio dei ricordi, del brand.