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Whoosnap, il fotoreporter a portata di click

i2M Factory - 9 luglio 2015

Whoosnap è una startup italiana che permette a chiunque di diventare un fotoreporter, retribuito: bastano passione per la fotografia e l’iscrizione alla piattaforma

Whoosnap è l’applicazione per smartphone che permette agli utenti di richiedere foto in tempo reale. Per fare un esempio, una testata giornalistica può disporre di un fotoreporter a qualsiasi ora e luogo, pagando per i diritti di utilizzo della singola foto, o aggiungendo qualcosa in più per acquistare il diritto di esclusiva sulle immagini scelte.
Il richiedente specifica la geolocalizzazione dello scatto e stabilisce un’offerta su Whoosnap. L’offerta arriva a tutti i potenziali fotografi nelle vicinanze. Chi accetta e soddisfa la richiesta ottiene il compenso. I richiedenti lasciano anche delle recensioni per dare alla comunità un feedback sulla qualità del lavoro svolto dai fotografi. Whoosnap, per ogni foto venduta, trattiene per sé il 30%, come farebbe una agenzia fotografica: chi acquista le foto è a tutti gli effetti un cliente.

Whoosnap, polemiche e considerazioni:

Sembra, quindi, che con un’ app si possa assoldare, in tempo reale, un fotografo non fotografo. Whoosnap, grazie a nuovi ingenti investimenti da parte di imprenditori e venture capital si inserisce nel mercato nostrano, sollevando non poche domande. Come sopra citato, si tratta di un’app per smartphone, legata alla relativa piattaforma, che permetterebbe a chiunque, appassionato di fotografia, di diventare, tra le altre cose, fotoreporter. E non per modo di dire. La piattaforma Whoosnap consentirebbe alle testate giornalistiche di acquistare foto fatte da fotografi non professionisti, rendendoli ipso facto, fotoreporter retribuiti, professionisti non professionisti, diciamo. Il contratto Whoosnap, che gli aspiranti fotoreporter dovrebbero sottoscrivere al momento della registrazione al portale, citerebbe la formula della prestazione occasionale, esistente e conosciuta. Si parla, però, della possibilità di fornire foto anche ai giornali, non solo ai privati che ne vorrebbero fare uso. Quello del fotoreporter, si sa, è un mestiere regolamentato, con grandi responsabilità etico-deontologiche, la questione non è da prendere sotto gamba. La piattaforma porrebbe sullo stesso piano un professionista e un dilettante, lasciando alle foto e alle capacità personali l’ ultima parola.

 

Non tutti sembrano aver accolto positivamente la novità. Nella rete si leggono commenti che paragonano Whoosnap a Uber Pop, nota applicazione che ha reso semplici privati tassisti occasionali, con tutte le relative polemiche, lecite e non, ad essa legate.
Whoosnap, così come Uber Pop, non è causa del problema, solo una possibile soluzione. L’utente registrato reperisce materiale fotografico di qualità, variabile con le risorse economiche a disposizione. La frammentazione del servizio non è un capriccio di chi lo eroga, ma una questione di sopravvivenza. Le persone si sono rivolte ad Uber Pop per i prezzi inferiori a quelli dei tassisti, si rivolgono al car sharing non per condividere un viaggio con dei perfetti estranei, ma perché in tempo di crisi, in un tempo in cui tutto sembra rivoluzionarsi e tecnologizzarsi, si sceglie l’opportunità, il servizio, economico e social.

 

Le recensioni, le esperienze e la condivisione di informazioni in rete sono il perno intorno al quale, oggi, ruota l’intero sistema sociale e comunitario.
In un mondo dove si parla sempre più di innovazione e cambiamento, bisogna essere in grado di colmare i gap e le falle che il sistema continua a creare, non si può condannare un’ idea o un servizio senza valutare l’ambiente esterno e il contesto, senza considerare la direzione che il mondo sta prendendo.
Whoosnap intercetta un problema importante, quello delle testate, o dei privati, che utilizzano sempre più spesso le fotografie che si trovano in rete, senza fornire alcun compenso al proprietario. La violazione del diritto d’autore è sempre più frequente in rete. Un servizio come Whoosnap permette al privato, o alla testata, a chiunque voglia farne uso, di comprare a tutti gli effetti delle immagini, di poter corrispondere un compenso all’ autore. Invece che parlare di problemi senza mai sentire una soluzione o una proposta, qualcuno prova a cambiare qualcosa. Non sarà molto, ma è pur sempre un inizio.