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Intelligenza artificiale, Google mostra Arte e Scienza

i2M Factory - 2 marzo 2016

Quanto è lontano il confine tra la mente e la scienza, in confronto all’arte? Gli algoritmi possono, essere considerati una forma artistica che possa creare del bello? Ma sopratutto domandiamoci, la scienza può creare arte? Ecco la mostra di  Google.

È su questo principio che due colossi della comunicazione digitale mondiale, Facebook e Google, stanno lavorando da molti anni, per adattare l’intelligenza artificiale, con l’utilizzo delle reti neurali artificiali, alle forme d’arte.

Ma cosa sono queste reti neurali artificiali?

Non sono altro che modelli matematici che rappresentano l’interconnessione tra elementi definiti neuroni artificiali. Più solitamente sono usati per risolvere problemi di intelligenza artificiale, ma in questo caso, sono stati utilizzati per creare “bellezza”.

Strizzando l’occhio allo stile impressionista, queste opere “autonome”, non sono altro che il frutto di lunghi calcoli matematici, così complessi quanto belli, da riuscire ad affascinare persino ingegneri e sviluppatori della Silicon Valley.

Questo complesso sistema, è nato con l’obiettivo di identificare oggetti e soggetti immortalati nelle fotografie, ma con il tempo è andato sviluppandosi, creando un software che possa dare vita, in modo del tutto autonomo ad artwork e pattern, partendo da delle banali forme geometriche casuali e elaborandole in maniera creativa e unirle per generare una vera e propria opera d’arte contemporanea.

Nel corso dello scorso weekend, a San Francisco, Google, per dare visibilità a questa nuova forma artistica, ha organizzato una mostra, in cui sono stati venduti quadri per un totale di 8000 dollari.

Quattro le tecnologie impiegate dagli artisti presenti:

La prima è quella della DeepDream, un algoritmo che analizza e modifica una singola immagine, fino a stravolgerla, ma rendendola comunque molto simile al suo contenuto

La seconda è il Fractal DeepDream che è molto simile alla tecnologia prima descritta, differenziandosi solamente per l’utilizzo dei frattali.

La terza è la Class Visualization che combina tutto in una singola opera d’arte e infine abbiamo la Style Transfer che modifica le immagini, ispirandosi ad un particolare stile di pittura: un esempio fatto dalla mostra, è quello di aver proposto una opera di Vincent Van Gogh, più precisamente la “Notte Stellata.

Nelle opere d’arte, si sono potuti ammirare paesaggi psichedelici, foreste incantate ed altre bellezze, tutto rigorosamente realizzato attraverso le reti neurali artificiali. Google con questa esposizione, ci ha fatto capire, che oltre il progresso comunicativo, questa tecnologia, c’è anche la possibilità di creare dell’arte, senza l’intervento umano.