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Banca + finanza + tecnologia = FINTECH

Giovanni Stracquadaneo - 4 marzo 2016

In questi giorni sta rimbalzando la notizia sorprendente che una “NON BANCA” ha raccolto circa 10 milioni di euro di finanziamenti ed è già stata quotata circa 40 milioni di euro.

Sto parlando di MONDO, una nascente startup FINTECH – per chi non lo sapesse il fintech è la fusione delle parole “finanza” / “finance” e “tecnologia” / “tech”, che si pone l’obiettivo di portare una Banca all’interno di una APP e di una Carta di Credito:

  1. Niente più sportelli
  2. Tracciabilità delle operazioni
  3. Trasferimento di denaro in tempi rapidissimi
  4. Una gestione SMART attraverso il dispositivo mobile

Mondo non è l’unico caso di questo tipo di “Banche”, negli ultimi mesi ne sono nate altre, come ad esempio Starling Bank, Atom Bank, oppure Number26. Number26 è una tra le primissime fintech europee, nata nel 2013, che ad oggi opera a tutti gli effetti come una Banca. Ha la sede in Germania e utilizza un sistema semplicissimo di funzionamento:

  1. Iscrizione online tramite il sito, oppure tramite la loro App
  2. Vieni contattato da un operatore che ti intervista e al quale fornire una serie di informazioni personali, e a cui mostrare il passaporto. L’operatore procederà al riconoscimento personale della tua persona
  3. Recapito a casa della carta di credito

Da questo momento in poi puoi ricevere denaro sul tuo conto, dotato di IBAN e BIC per i trasferimenti internazionali. Utilizzare la carta di credito come una normalissima carta con circuito Mastercard, per le transazioni negli esercizi commerciali oppure online, e attraverso l’app hai il controllo totale di tutti i movimenti. Non per ultimo hai il controllo totale delle impostazioni della carta: altissimo livello di sicurezza e completo accesso a tutte le informazioni.

Tutto questo è rivoluzionario, peccato che in Italia siamo indietro anni luce, e benché veniamo bombardati da pubblicità di ogni tipo sul fatto che il mondo delle banche italiane e del credito, nella realtà per i consumatori o le piccole e medie imprese è un calvario.

Noi sono settimane che vaghiamo tra gli istituti bancari alla ricerca di informazioni per l’attivazione di un semplicissimo servizio di incasso dei pagamenti. La risposta che ci viene sempre data è la seguente: “mi dispiace, ma vi consigliamo di non attivare alcun servizio di incasso evoluto perché troppo oneroso per voi e complicato, conviene che chiedete ai vostri clienti di farvi un bonifico, oppure predisporre i mandati di pagamento dall’agenzia (allo sportello), ma online è troppo oneroso e complesso”.

Viviamo in una follia diffusa? Un imprenditore chiede aiuto alla propria banca, e non solo, ad altre banche dimostrandosi disponibile all’apertura di un nuovo conto corrente e al trasferimento dei suoi crediti presso di loro, e la risposta è di diniego. Tutto questo perché? Perché nella realtà le banche oggi non sono pronte ad affrontare la realtà che le circonda, non sono pronte a dialogare con clienti come la i2M Factory, che operano in un mercato nel quale serve operatività, innovazione, e strumenti evoluti di gestione del credito.

La rivoluzione è iniziata, e non potrà arrestarsi, e ci auguriamo che nell’ambito del Fintech queste neo-banche crescano velocemente e che si aprano al mondo dei servizi Business, perché noi fremiamo per poter liberarci dalla schiavitù delle agenzie e tornare alla libertà di gestione e pianificazione del credito in forma rapida, evoluta e accessibile.