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PageRank, Google gli da l’addio

Cristian Alicata - 10 marzo 2016

Google non renderà più visibile il PageRank: il valore simbolo della storia SEO rimmarrà un ricordo della conquista dei motori di ricerca.

Per chi si occupa di indicizzazione e SEO era già chiaro da tempo che il PageRank non fosse più un parametro imprescindibile, ma adesso oltre alle indiscrezioni c’è anche la conferma che segna così la fine di un’epoca.  Google ai microfoni di Search Engine Land ha dichiarato che entro poche settimane non sarà più visibile, il PageRank da SEO, utenti e navigatori.

PageRank ha rappresentato l’evoluzione stessa di Google rendendo il motore di ricerca il rifermento principale per l’ottimizzazione dei propri siti. PageRank era il parametro fondamentale, per far crescere  un sito e era il metro di giudizio per giudicare i SEO Specialist che vivavano la loro giornata lavorativa in attesa di anche di una piccolo crescita decimale del valore che rappresentava  una scalata sul mercato di competenza. Il PageRank trasformò tutti gli standard per la ricerca online e la sua importanza era data anche dall’essere visibile sulla Google Toolbar, che gli utenti potevano installare sul proprio browser per ottenerne funzionalità aggiuntive.

A poco a poco però PageRank iniziò a perdere credito poiché, con il passare degli anni, Google iniziò ad evolvere i propri algoritmi sulla base della crescita e dalla ricerche più specializzate degli utenti che portarono al motore di ricerca volumi di interazioni sempre più alti. In realtà il cambiamento è stato causato proprio da alcune modifiche introdotte nel sistema proprio dal PageRank: la corsa al link ed al “passaggio di PageRank” diventò ossessiva, generando una crescita spropositata di mercato verso i siti con maggior credito.

Tutto ciò era già da qualche anno nella mente di Google e lo si capisce da alcune dichiarazioni datate 2009/2010

«Una cosa che penso sia ancora sopravvalutata è il PageRank. La gente pensa, si, fai questa computazione grafica e avrai ordinato tutte le pagine. Si, questa computazione è importante, ma ci sono molte altre cose. […] Abbiamo mai pensato che questo fosse il fattore più importante […] abbiamo sempre guardato a tutti i dati disponibili. C’è questa confusione perché una delle componenti la chiamiamo PageRank, ma l’intero algoritmo Google si chiama anche così. Questo è un errore. Abbiamo bisogno di migliori definizioni» (Peter Norvig, Director of Research Google, 2010).

Nelle prossime settimane quindi Google toglierà il PageRank dalla vista degli utenti ma non scomparirà ancora dal combinazioni degli algoritmi di Mountain View, ma le sue funzioni saranno secondarie rispetto ai nuovi parametri di un’evoluzione che porta ormai sempre più convintamente verso la dimensione dell’intelligenza artificiale.

Il cambio di rotta  determina un mutamento nei parametri di ricerca perchè l’importanza del PageRank stava in gran parte nella sua visibilità e nella sua capacità di riassumere in un solo valore la rilevanza di un sito Web, Questo valore esisterà ancora tra le formule che indirizzano all’elenco dei risultati su Google, ma il suo ruolo sarà collegato alla “ricordo di ciò che fù”più che ad una funzione effettiva,  ottenendo magari una menzione speciale nella storia della ricerca sul Web.

Per chi non riuscirà a farsene una ragione o per chi intende conoscere l’ultimo PageRank, può ancora sfruttare per qualche ora i vari servizi disponibili online. Poi sarà un addio e si andrà avanti segnando la fine definitiva di un epoca e di un modo di considerare i motori di ricerca.