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Jan Koum e la nascita di WhatsApp

Silvia Risitano - 25 aprile 2016

Da una semplice idea di un giovane ucraino Jan Koum, è nata l’App che ha cambiato l’idea di instant messaging: WhatsApp.

Scappare dal comunismo russo e ritrovarsi a lucidare i pavimenti nella Silicon Valley per mantenere la propria famiglia non era l’idea di sogno americano che aveva Jan Koum, il papà di Whatsapp.

Eppure è proprio quello che è successo. Jan Koum aveva 16 anni quando la madre decide di lasciare il marito, convinta di voler cambiare il suo destino. Prende il giovane adolescente e partono per gli Stati Uniti, alla ricerca di quel sogno che veniva chiamato American Dream.

Le cose tuttavia anche nel Nuovo Mondo, non sono poi tanto diverse. La madre lavora come babysitter, lui invece è piegato su una scopa a lucidare i pavimenti di un negozio. I soldi nonostante l’impegno scarseggiano sempre e riescono a mettere un piatto sul tavolo tutti i giorni, solamente grazie all’aiuto dei sussidi sociali. Nort County segnerà per lui una vera e propria rivincita.

La sua voglia di conoscenza tuttavia non viene offuscata dalla fame. Compra libri di informativa, dopotutto si trova nella patria di Facebook, Yahoo, Google, inizia a studiarli. Per non spendere ulteriori soldi, una volta letti li rivende e ne compra altri. S’iscrive anche all’università, ma non completerà mai gli studi, non gli servirà.

Lo studio da autodidatta non è stato inutile, poiché riesce a trovare un buon impiego presso la Ernst & Young, come collaudatore delle misure di sicurezza.

La sua infanzia e adolescenza passata al gelo dell’ucraina, lo tormenta, lo rende uno spirito irrequieto, instabile. Ecco allora arrivare un punto nero sulla sua fedina penale: la sua ex fidanzata lo denuncia e subisce un’ordinanza restrittiva. Si pente di quello che ha fatto, se ne rende conto, ma ormai è troppo tardi.

Non tutti i mali vengono per nuocere; la denuncia ha portato ad una maggiore consapevolezza nell’animo di Jan Koum. Da li a poco avrebbe incontrato Brian Acton, lasciato l’università e fondato assieme al neo-amico quello che oggi è l’applicativo per smartphone più utilizzato al mondo anche nelle pubbliche amministrazioni: WhatsApp.

Ma prima di WhatsApp, sono passati 9 anni dall’incontro con Acton che lavorava in Yahoo, dove fa assumere Koum. In 9 anni, lo squattrinato ucraino di strada ne aveva fatta, arrivando anche ricoprire la carica di tecnico delle infrastrutture. Ma anche questo era un lavoro che non gli piaceva, così insieme a Acton, Koum decide di abbandonare il lavoro a Yahoo.

Aveva qualcosa in mente, la sua idea era quello di un mondo senza pubblicità che non interferisse con la quotidianità dell’utente. No Ads, No games, No Gimmicki. Questi punti fondamentali erano la chiave per l’idea rivoluzionaria che stava ispirando Koum.

È a casa di Alex Fishman che iniziano a dar vita al prototipo di WhatsApp. Il primissimo embrione quello di modificare la rubrica del telefono e inserire status come “sono in palestra”, “sono a lavoro”. Senza rendersene conto, gli utenti iniziarono ad utilizzare questa funzione per scambiarsi messaggi. Era nata la rivoluzione dell’instant messaging.

Per sviluppare e mandare avanti l’idea appena nata tuttavia bisognava investire. I primi contributi arrivano dagli ex colleghi di Yahoo, gli altri, circa 58 milioni, da un capitale d’investimento.

Arriviamo così al 2014, quando Koum a cena incontra papà Facebook, Mark Zuckenberg. Correva voce che era interessato all’applicazione, nonostante in casa avesse già un competitor agguerrito, Messenger. Tuttavia ancora non vi erano offerte sul tavolo. Fino a quella sera. Proprio da Zuckenberg in persona, gli propone ben 20 milioni di dollari per vendergli le quote di WhatsApp. Cosa fare? Cosa non fare? Erano molte le domande che affliggevano il neo imprenditore. Ma come poteva rifiutare 20 milioni dopo un’infanzia difficile e i tanti sacrifici? Decide di accettare e firma la vendita proprio difronte al palazzo dei servizi sociali di Nort County, simbolo della passata povertà.

Oggi Jan Koum detiene ancora il 45% delle quote. Il suo futuro è ancora in WhatsApp deciso a mantenere viva l’applicazione, migliorandola ogni giorno aggiornandola alle nuove tecnologie.