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IBM Watson: Ai e Influencer

Silvia Risitano - 9 maggio 2016

Intelligenza artificiale e super computer tutto all’interno di un solo progetto: Ibm WATSON.

Ibm WATSON è un sistema di intelligenza artificiale in grado di rispondere a domande espresse in lingua parlata mediante l’utilizzo di modi di dire e slang.

La super intelligenza artificiale è stata sviluppata all’interno di un progetto denominato DeepQa con la volontà di non volere sostituire il pensiero umano ma solamente di alleggerirlo.

Per questo motivo la tecnologia di Ibm WATSON sarà protagonista del primo centro di eccellenza europeo di Watson Healt all’interno del polo di ricerca Human Technopole Italy 2040, all’interno dell’ex spazio espositivo di EXPO2015.

Il centro di eccellenza europeo di Watson Healt in Italia, grazie ad un finanziamento di 150 milioni di dollari ossia circa 153milioni di euro darà vita ad un centro dedicato alla ricerca e allo sviluppo delle tecnologie cognitive per il mondo della salute, per le scienze della vita e in prospettiva anche per la pubblica amministrazione.

L’ Ibm WATSON Healt si muoverà, per la sua ricerca, in quattro differenti tematiche:

Quella della prevenzione con la creazione (per ora solamente ipotizzata) di una linea di call center che prenderà il nome di Pronto Salute, quella assistenziale, quello della genomica e infine l’ultimo è quello dello sviluppo di un modello sostenibile per l’ottimizzazione della spesa sanitaria e farmaceutica.

Con Ibm WATSON si sarà in grado di elaborare una grande mole di dati in pochissimo tempo offrendo la possibilità ai vari livelli aziendali di sfidare gli assunti che regolano le attività per le imprese a cercare nuove opportunità, nuovi servizi e target. WATSON è capace di imparare ad utilizzare quanto imparato su una mole molto più vasta di dati, facendo ciò che fa un ricercatore ma molto più in grande. È una macchina che amplifica la capacità della mente del ricercatore” – ha affermato Alessandro Curioni, vice presidente Europe e direttore di Ibm RESEARCH.

Ibm per dare maggiore visibilità al prodotto ha creato una campagna di influencer marketing dove sono stati chiamati a raccolta numerosi influencer per dare vita a qualcosa di innovativo e diverso per non accontentarsi di una semplice campagna di comunicazione..

Sono stati eseguiti dei dialoghi veri e propri tra Wilson e il soggetto, atti a far risaltare le facoltà cognitive della macchina pensante, rendendola così sempre più somigliante all’uomo.

Ibm per non lasciare nessuna scelta al casa ha fato firmare tre punti essenziali della campagna a tre influencer d’eccezione: Ridley Scott per il film making, Bob Dylan per il linguaggio e infine Stephen King per lo Storytelling.

L’idea era quella di dar vita ad una esperienza di racconto fortemente esperienziale e coinvolgente, fatto di video, social e racconti umani, ossia un vero e proprio storytelling in piena regola, così da coinvolgere il pubblico nell’idea di WATSON.