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“Sfida accettata” e altre campagne social

Silvia Risitano - 16 marzo 2017

#Sfidaaccettata è la nuova “challenge” apparsa sui social network. Consiste nel pubblicare una fotografia in bianco e nero accompagnata dall’hashtag Sfida accettata.

Cosa c’è dietro questa campagna, divenuta ormai nostalgica? Questa nuova challenge che sta invadendo ogni tipo di social media, da Facebook a Twitter passando anche per Snapchat e Instagram, può sembrare a prima vista un’operazione nostalgica, in linea con la nuova tendenza del momento, che vede il ritorno della moda anni ‘90 e ‘80 (vedasi il successo ottenuto dal remake in versione mini del Nintendo NES) in contrapposizione con le abitudini e i costumi della generazione degli anni 2000. Tuttavia, Sfida accettata ha un significato ben lontano, perché, nata durante la scorsa estate nel Regno Unito, aveva come intento originario quello di sensibilizzare le persone verso la prevenzione al cancro.

La challenge, che dallo scorso agosto ad oggi è degenerata verso significati meno nobili, nasce con la volontà di sensibilizzare gli utenti, verso una malattia che ogni anno colpisce sempre più persone. Dall’India al Regno Unito, la campagna social ha riscosso notevole successo, arrivando anche 0in Italia.

#sfidaaccettata consisteva nel cambiare la propria immagine di profilo con una in bianco e nero e ad ogni like ricevuto bisognava inviare un messaggio in cui si spiegava il significato del gesto. Il messaggio da inserire come didascalia era: “Dato che hai messo mi piace alla mia foto, ora devi postarne una in bianco e nero, scrivendo sfida accettata. Riempiamo Facebook di fotografie in bianco e nero per mostrare il nostro supporto alla battaglia contro il cancro. È questa la sfida. Quando i tuoi amici metteranno Mi piace al post, invia loro questo messaggio”.

Oggi invece, e soprattutto in Italia, la sfida “che tutti stanno accettando” è quella di pubblicare semplicemente delle foto del passato aspettando i commenti di parenti ed amici senza però coglierne il reale significato

Tuttavia come in ogni challenge partita sui social media, non tutti, e soprattutto i malati di cancro, hanno gradito l’iniziativa.

È diventato celebre, a tal proposito, il messaggio di Rebecca Wilson, madre e malata di cancro al seno, che ha dichiarato sul suo profilo Facebook: “Tutta questa “campagna” va contro coloro che hanno un tumore. Non li aiuta, non hanno bisogno di selfie. Qualcuno ha deciso di cominciare una campagna virale su Facebook che non serve ad ottenere un bel niente. Stanno usando il cancro solamente per il gusto di far diventare virale qualcosa. Fermatevi!”.

In passato, erano già nate altre campagne di sensibilizzazione che successivamente sono diffuso con un effetto virale i quasi tutti i paesi.
Un esempio è l’Ice Bucket Challange, ideato per promuovere una raccolta fondi per le associazioni che fanno ricerca sulla SLA.
La diffusione di questa campagna partita dai social, ha subito molte critiche, ma nonostante tutto, ha avuto risultati meritevoli. È infatti da ricordare, che solamente grazie alla partecipazione di VIP come Justin Bieber, Lebron James, Oprah Winfrey e Bill Gates, si è potuto arrivare a raccogliere circa 115 milioni di dollari devoluti totalmente in beneficenza.
Di questi fondi, circa 77 milioni, sono stati destinati al Project MinE, uno studio che ha permesso di individuare un nuovo gene, chiamato NEK1, che contribuisce all’insorgere della malattia.

Altre campagne social che hanno suscitato molto successo (ma pochi risultati) sono: quella del 2013 in cui era in voga pubblicare messaggi in cui si affermava di voler trascorrere N mesi in un luogo lontano, e quella dello scorso Gennaio, per la sensibilizzazione delle donne verso la prevenzione del tumore al seno. Quest’ultima consisteva nell’invio “sregolato” di cuori sule bacheche di persone amiche, seguiti da messaggi di spiegazione che recitavano: “Ciao, puoi mettere un cuore sulla tua bacheca, senza commenti, solo un cuore, poi invia questo messaggio ai tuoi contatti femminili, dopo aver messo il cuore sulla bacheca della persona che ti ha inviato questo messaggio. Se qualcuno ti chiede perché hai tutti questi cuori in bacheca non rispondere. È per le donne, per ricordare la settimana di prevenzione per il cancro al seno. Controlla il tuo seno! Tieni il tuo dito premuto sul messaggio e premi inoltra!

Sono molte, quindi, le campagne nate sui social, e principalmente su Facebook, per la sensibilizzazione alla prevenzione verso il cancro e altre malattie. Alcune hanno avuto successo (vedi l’Ice Bucket Challange) altre meno (vedi la Sfida Accettata), ma la domanda che sorge spontanea è: servono realmente al loro scopo o, come afferma Rebecca Wilson, sono ideate semplicemente da persone in cerca di visibilità?

Sfida accettata e altre campagne social